Parco, Gatta replica agli ambientalisti “Da parte vostra soli attacchi politici”

Parco Nazionale del Gargano Il presidente del Parco del Gargano, Giandiego Gatta, respinge tutte le accuse che gli stanno piovendo addosso da parte di associazioni ambientaliste il cui unico obiet­tivo è, per Gatta, quello di “massacrarlo in nome di una logica perversa che vuole che i presidenti dei Parchi italiani, non al­lineati politicamente con l’attuale Governo, vengano rimossi: e, quindi, sostituiti”.

Gatta è sconcertato, ma non intende diventare “vittima sacri­ficale” di un disegno politico-ide­logico che parte da Roma e arriva in periferia. «Siamo di fronte – spiega Gatta – a gente che non muove un dito nell’interesse generale, ma che è sempre pronta a bussare alla porta dell’Ente perchè vengano loro elargiti contributi».
Gatta si dice certo che, nelle sedi opportune saprà dimostrare quanto è stato fatto in questi anni in difesa dell’area parco, per pro­muovere tutte le iniziative in li­nea con i principi fondanti dello stesso Parco e, soprattutto, per migliorare la qualità della vita delle comunità locali nel cui «uni­co interesse – garantisce – abbia­mo operato e continueremo ad operare». Un presidente, dunque, ben de­terminato, deciso ad andare fino in fondo per far valere le sue ragioni e, soprattutto, testimonia­re l’impegno profuso a favore dell’intero territorio garganico.
Nei giorni scorsi il ministro dell’Ambiente. Alfonso Pecoraro Scanio, con una lettera inviata all’ente parco, ha comunicato l’avvio delle procedure per la re­voca dall’incarico di presidente a Giandiego Gatta. I motivi, anche se non ufficial­mente, sarebbero riconducubili ad una serie di inadempienze di cui si sarebbe reso responsabile il presidente. Tra gli addebiti a Gatta (il qua­le, ricordiamo è esponente qua­lificato di Alleanza nazionale), al­cuni sarebbero di carattere ge­stionale, ad iniziare dalla man­cata approvazione del Piano del Parco. Sotto accusa anche la man­cata lotta all’abusivismo. La mancanza di iniziative – spiegava Legambiente alcuni giorni addietro – sul fronte del contenimento dell’abusivismo edilizio: da quattro anni giaccio­no 500mila euro nelle casse dell’Ente parco in attesa di essere utilizzati per gli abbattimenti degli immobili abusivi. Ma un dato che sarebbe ritenuto “pesante”, si riferirebbe ad una questione molto complessa riguardante un’indagine da parte del Ministero del Tesoro, a cui il presidente Gatta non avrebbe, no­nostante che gli fosse stato espli­citamente richiesto, dato le do­vute risposte.
Naturalmente, il presidente re­spinge tutte le accuse e assicura che percorrerà tutte le vie legali e, naturalmente, anche quelle della magistratura. Gatta chiede che venga fatta giustizia su accuse infondate e su una “sentenza” emessa da una sorta di “Tribunale politico” che, come è facile capire, non ha nes­suna valenza di obiettività e il cui unico scopo è di «far piazza pu­lita» nei riguardi di chi non è sulle loro stesse posizioni.

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