Comunità Montana fino a settembre tutto a bocce ferme.

La Comunità montana del Gargano in standby. Si dovrà settembre, dopo la parentesi estiva, per tornare a parlare della composizione di una nuova maggioranza ai vertici dell’ente montano. Uscito indenne, quando in tanti lo davano ormai politicamente cotto, il presidente Nicola Pinto sta tessendo una nuova tela per cercare di mettere insieme una coalizione di centro sinistra che possa vederlo sempre alla guida dell’esecutivo di via sant’Antonio Abate, a Monte Sant’Angelo, sede dell’ente montano.

I partiti di centro sinistra hanno dimostrato, meno di due settimane fa, di avere numeri e tenuta politica, ma se questo è un elemento significativo e che, in prospettiva potrebbe garantire una continuità gestionale, non è detto che ad ottobre, quando tutti e tredici comuni garganici che compongono la Comunità montana dovranno rieleggere i propri rappresentanti (due per la maggioranza e uno per la minoranza, per un totale di trentanove consiglieri) possa essere dato per scontato che gli scenari politici e, di riflesso, amministrativi saranno gli stessi di oggi. Dunque, niente può essere ritenuto cristallizzato, anzi, è vero esattamente il contrario, soprattutto alla Comunità montana del Gargano dove, in più occasioni, quello che veniva dato per scontato e definito la sera, il giorno successivo era sconfessato dal dato di fatto della formazione di una maggioranza tutta diversa.

Pinto, in un certo senso, gioca sul sicuro, tant’è che non ha tremato più di tanto quando l’Organo rappresentativo ha approvato, meno di quindici giorni fa, il resoconto 2006, un voto che ha chiuso una fase di incertezza dovuto anche al risultato non positivo fatto registrare dallo stesso presidente in occasione delle amministrative di maggio scorso, con un Pinto uscito malconcio dal confronto con il suo rivale di sempre, il sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli.

Ma tornando alla Comunità montana, il presidente, subito dopo il voto sul bilancio, superato con un ampio consenso numerico e politico, rassicurò dicendo non c’era stato nessun ribaltone da contrastare e che il centro sinistra aveva dimostrato di essere unito e di avere i numeri per governare, e che il resto era pura fantasia. In definitiva, la cartina di tornasole ci sarà ad ottobre, quando si rimescoleranno le carte e l’ente dovrà darsi un nuovo assetto politico-amministrativo. Pinto si dice certo che il centro sinistra ha i numeri giusti per dare continuità alla sua gestione, ma il presidente dovrà lavorare di gomito per rimanere in sella, ma lo stesso presidente, ne è pienamente consapevole, dovrà guardarsi soprattutto in casa propria, cioè all’interno del partito socialista.

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 27/07/2007

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