Comunità Montana con il fiato sospeso

Quali prospettive si aprono per la Comunità Montana del Gargano all’indomani dell’approvazione del testo al Senato nella seduta del 15 novembre scorso? Nell’ottica della razionalizzazione e contenimento dei costi degli enti montani, il governo Prodi ha stabilito la soppressione per 80 comunità montane e la riduzione dei loro consiglieri da 12.500 a 4.200 e degli assessori da 4.200 a circa 1.400 con un risparmio atteso di 66,8 milioni di euro dal 2009, ridotti ad almeno 33,4 milioni nel 2008 perché le Regioni avranno tempo fino al 30 giugno prossimo per disciplinare gli effetti delle nuove norme. Le Comunità montane dovranno pertanto essere costituite da non meno di sette Comuni, con gran parte del territorio situato ad almeno 500 metri dal livello del mare. Nel contempo, a fronte di un contenimento dei costi, vi è l’incremento dei fondi per la montagna: 50 milioni nel 2008 e 80,8 nel 2009 e 2010. Quali sono dunque, alla luce delle decisioni del governo, le conseguenze che si profilano oggi sull’ente montano del Gargano? Innanzitutto la palla passa alla Regione Puglia del presidente Nichi Vendola, la quale entro sei mesi (30 giugno) dalla data di entrata in vigore della legge, dovrà disciplinare gli effetti conseguenti delle nuove norme. La prima cosa da fare è la verifica dell’eventuale possesso dei requisiti stabiliti dalle nuove norme, degli attuali tredici Comuni (Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, San Nicandro Garganico, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Cagnano Varano, Peschici, Rodi Garganico e Vieste) rientranti nell’ente montano. Tagliando infatti fuori i cosiddetti Comuni costieri (Mattinata, Peschici, Rodi e Vieste) il totale dei Comuni da tredici scende a nove. Escludendo poi quelli superiori a 15 mila abitanti, vale a dire San Giovanni Rotondo e San Nicandro, si arriva a sette. Laconico il commento del segretario generale della Comunià Montana, Ugo Galli, a significare quanto la questione sia complicata: «Il testo è complicato, attendiamo gli sviluppi».

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 24/11/2007

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