«L’ente montano così è inutile». Il sindaco di Vico scrive a Vendola sperando che sblocchi la situazione.

Il sindaco di Vico del Gargano, Luigi Damiani, chiede l’intervento dei presidenti di giunta e consiglio regionale – rispettivamente di Nichi Vendola e Piero Pepe – in merito a quanto sta accadendo alla Comunità montana del Gargano, un ente che da tempo è immobilizzato nella sua attività amministrativa, proprio in un periodo in cui peraltro a livello nazionale si discute dell’utilità (o inutilità) di questo tipo di comunità. Gli organi amministrativi di Vico del Gargano, Carpino, Rodi Garganico, Rignano Garganico e Monte Sant’Angelo – spiega il sindaco Damiani – si sono rinnovati a seguito della consultazione amministrativa di maggio scorso. «Il nostro Comune ha provveduto, sin dal 27 giugno, ad eleggere i propri rappresentanti in seno alla comunità montana, delibera trasmessa al presidente dell’ente montano il giorno successivo» lamenta Luigi Damiani «Eppure nonostante fossero trascorsi quasi tre mesi, il presidente non ha poi convocato l’assemblea consiliare, ed a seguito di richiesta di otto consiglieri, il prefetto ha invitato il presidente dell’ente montano a voler riunire l’organo rappresentativo per discutere, tra gli altri argomenti, la ratifica della nomina dei rappresentanti eletti a maggio ». Andata deserta la prima convocazione, nella seduta successiva il presidente della comunità montana del Gargano Nicola Pinto, rilevava che, tra i cinque comuni che avevano rinnovato i consigli comunali, Carpino non aveva ancora provveduto alla nomina dei propri rappresentanti in seno all’Organo comunitario. A tal riguardo il sindaco di Vico rimarca «che in quella circostanza veniva presentata, dallo stesso presidente Pinto, una mozione d’ordine in cui contrariamente a quanto affermava il segretario generale dell’ente, si sosteneva l’impossibilità di procedere alla proclamazione dei nuovi componenti nominati dai rispettivi consigli comunali, in quanto mancava la nomina dei rappresentanti di Carpino, in conformità al parere emesso dall’Ufficio legislativo della Regione». A quel punto si era proceduto alla votazione e la mozione d’ordine era stata approvata. «Anche il gruppo consiliare dei DS, partito di cui io stesso faccio parte – sottolinea Damiani – si esprimeva a favore della mozione, motivando la decisione con un solenne richiamo alla politica che invece, a mio avviso, era l’unica grande assente della discussione ». Per il sindaco di Vico del Gargano, al di là di ogni altra interpretazione del dispositivo legislativo va evidenziato quanto la stessa legge regionale prevede: la decadenza dei componenti allorquando decade il Consiglio comunale che li ha eletti. «Invece questa disperata ed accanita – aggiunge Damiani – difesa della attuale compagine esecutiva fa in modo che la Comunità di Vico del Gargano, ad oggi, sia rappresentata da cittadini che non sono espressione popolare in quanto non più eletti consiglieri comunali. Il perdurare di questa inerzia amministrativa, in una situazione di palese illegittimità, rende vane le decisioni di quattro Consigli comunali e mortifica il rispetto delle regole democratiche oltre che del buonsenso». Il sindaco di Vico conclude il suo appello a Vendola chiedendo «se la Comunità montana, che potrebbe essere davvero importante e utile al territorio, abbia ancora un senso che vada oltre la gestione di un potere fine a se stesso ed il mantenimento ad oltranza di comode posizioni di rendita politica».

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 19/10/2007

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!

Condividi il post con i tuoi amici