«Gatta non si tocca». Coro di proteste contro il paventato commissariamento dell’Ente Parco

«Gatta non si tocca». Insorgono i componenti del consiglio direttivo del Parco del Gargano contro il paventato commissariamento del Parco da parte del Ministro Pecoraro Scanio. Non ci stanno i membri del consiglio direttivo dell’Ente Parco del Gargano a subire l’attacco di Legambiente e ad attendere passivamente il paventato provvedimento di revoca della nomina a presidente del Parco di Giandiego Gatta e di scioglimento del consiglio direttivo da parte del Ministro Pecoraro Scanio, avvenuto con nota notificata il 20 dicembre scorso proprio presso la sede dell’Ente di Via S. Antonio Abate e passano al contrattacco.

Franco Tavaglione «E’ chiaro come la luce del sole che le critiche di un certo mondo ambientalista fungono da apripista ad un provvedimento di vera e propria epurazione ideologica da parte del Ministro Pecoraro Scanio» afferma Franco Tavaglione, sindaco di Peschici e vicepresidente dell’Ente Parco, che aggiunge: «Si tratta di un cumulo di addebiti pretestuosi e strumentali mossi ad un parco tra i più dinamici e virtuosi del sistema delle aree protette, alla cui presidenza vi è un uomo, Giandiego Gatta, che ha l’unico torto di essere schierato politicamente con il centrodestra, ed al quale si fa pagare probabilmente il coraggio e la chiarezza dimostrati all’indomani del disastroso incendio di Peschici del 24 luglio nel denunciare le inefficienze di un sistema di prevenzione e di pronto intervento in caso di incendi boschivi, nonché la assoluta inadeguatezza di mezzi e uomini. Io stesso in giorni così drammatici non ho lesinato critiche nei confronti di un sistema sempre più dimostratosi lento e del tutto inefficace. Non posso essere che in assoluto dissenso con quanti hanno la pretesa molto effimera di risolvere i problemi dell’ambiente attraverso soluzioni di condanne sommarie politiche, lontane anni luce dagli irrinunciabili ed inviolabili principi di democrazia e libertà».

«La verità è che prima di morire politicamente – gli fa eco Peppino Calabrese, sindaco delle Isole Tremiti e componente della Giunta Esecutiva del Parco – questo governo vuole disfarsi degli oppositori politici che ancora amministrano degli enti, come Il Parco del Gargano. E’ da aprile del 2005 che la dirigenza del Parco è letteralmente sotto assedio politico. Non vi sono mai state risposte adeguate alle nostre richieste di avere più fondi, più personale, più mezzi. Il Parco del Gargano e la riserva marina delle Tremiti sono stati letteralmente abbandonati dagli ambienti ministeriali, ed eroicamente l’attuale amministrazione ha continuato a lavorare, pur sapendo di non poter contare su referenti benevoli, anzi sottoponendosi ad uno stillicidio di attacchi di certe ben individuate associazioni pseudo-ambientaliste il cui unico scopo è fare dell’ambiente il proprio presidio ideologico e la propria fonte di sostentamento. Chiaramente attiveremo ogni risorsa per opporci a questo tentativo di omicidio politico».

Il sindaco di Vieste Ersilia Nobile prima solidarizza con Gatta «desidero manifestarti la mia più viva solidarietà, nonché ogni sostegno atto a destituirne le pretestuose motivazioni, le quali coprono una disarmante inadeguatezza delle politiche ministeriali sia in tema di effettive risorse umane e finanziarie a vostro supporto, sia per la tematica ambientale complessivamente intesa» e poi ammonisce il ministro Pecoraro Scanio «Non è un caso che l’Unione Europea, qualche giorno fa ha bollato l’Italia come paese inquinatore ben al di sopra dei parametri ambientali prestabiliti. Di fronte a tanto, un Ministro dell’Ambiente dovrebbe trarne le opportune conclusioni. Sono altresì persuasa che riuscirai a rimarcare ed a vederti riconosciuto nelle sedi appropriate il giusto coronamento a tutto l’impegno ed ai risultati perseguiti dalla tua gestione».

Il sindaco di Lesina, Giovanni Schiavone, non si risparmia: «vorrei sapere cosa ha fatto questo governo ed il ministro dell’ambiente per il territorio lagunare. L’unica politica per la valorizzazione dei prodotti lagunari e per la divulgazione delle nostre eccellenze naturalistiche è stata svolta dall’ente parco e dall’amministrazione comunale di Lesina, in perfetta sinergia, come è stato per ultimo con l’evento coorganizzato dal parco e dal comune per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dell’anguilla di Lesina. Non una sagra, come volgarmente sostenuto da qualcuno, abituato a gozzovigliare in passato in feste e festicciole di basso profilo, ma un evento in grande stile finanziato con fondi comunitari».

Duro il commento di Lorenzo Bisceglia assessore alle politiche sociali del Comune di Mattinata: «Si tratta di un siluro politico rivolto a Gatta, autorevole esponente del centro-destra, che parte da Manfredonia, passa per Bari e arriva sino a Roma, e che vede certamente tra i mittenti deputati locali, ex presidenti e qualche consigliere regionale. Gatta fa paura a molti dell’attuale establishment locale e i mandanti dell’operazione devono sbarazzarsene ad ogni costo. Ma se conosco bene il presidente suppongo che non mollerà».

Luigina Totaro, altro componente della giunta del Parco aggiunge che «prima dell’insediamento di Gatta alla presidenza del Parco del Gargano, questo Ente era un pianeta sconosciuto a tutti. Oggi è conosciuto dappertutto, anche all’estero. La sovraesposizione mediatica dell’attuale presidente ha evidentemente preoccupato qualcuno, l’eccessivo dinamismo manifestato dal Parco negli ultimi anni ha generato allarmismo tra i militanti di certo ambientalismo oltranzista».

Anche il presidente provinciale dell’associazione ambientalista “Ambiente e/è vita”, Primiano Schiavone, altro membro del consiglio direttivo del Parco, preannuncia battaglia contro la paventata ipotesi di commissariamento dell’ente.

Solidarietà a Gatta anche da Andrea Ciliberti (Udc) sindaco di Monte Sant’Angelo: «Non riesco a capire tutti questi attacchi dal sapore vagamente ideologico al Presidente Gatta. Secondo me non se li merita. E’ chiaro che è un fatto politico l’ipotesi di commissariamento messa in atto dal ministro dell’Ambiente, perché hanno deciso di rimuoverlo a prescindere dai risultati ottenuti, che sono di gran rilievo».

Carmine d’Anelli Per Carmine D’Anelli, sindaco di Rodi Garganico: «L’ipotesi di commissariamento, in questo momento, crea solo problemi e non risolve niente. Le responsabilità, ammesso che ve ne siano, non vanno ascritte al Presidente del Parco, perché quante volte noi sindaci abbiamo disatteso i suoi reiterati solleciti, per esempio sul Piano del Parco, a fornire i dovuti dati. Alla luce pertanto di queste considerazioni bisogna cercare di fare sistema, battere all’unisono la stessa strada, non liberarsi di chi ha un’altra visione politica delle cose».

Per Donato Taronna assessore del Comune di Monte «siamo stupiti dalle mosse del ministro dell’Ambiente che vuole commissariare un parco, il quale ha dato visibilità nazionale ed internazionale al Gargano. Si tende a colpire un esponente di Alleanza Nazionale solo per ragioni ideologiche. Gatta è la vittima sacrificale prescelta dal ministro Pecoraro Scanio e dalle sue cellule ambientaliste per dare un segnale di terrore politico a chi è sull’altra sponda». Intanto Gatta tace, e prepara scritti difensivi. «Parlerò, parlerò, figuriamoci se mi faccio massacrare ingiustamente», dice il presidente.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 30/12/2007

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