Rodi, ora il Wwf chiede l’abbattimento dell’«ecomostro»

Il Wwf «apprezza» il provvedimento con il quale la Provincia ha annullato la concessione edilizia relativa all’”ecomostro” della società “Roccamare” a Rodi Garganico. Una battaglia che Wwf e Legambiente Puglia iniziarono giusto un anno fa per «denunciare lo scempio edilizio che era stato perpetrato a meno di cinquanta metri di distanza dal mare, in zona ad alto valore paesaggistico e panoramico, in piena zona franosa e, per questo, caratterizzata da assoluta inedificabilità». L’annullamento della concessione costituisce nel Gargano – scrive l’associazione verde – un importante elemento di novità. È la dimostrazione, infatti, che le istituzioni quando vogliono hanno a disposizione gli strumenti legislativi per combattere gli speculatori. Dopo quest’importante risultato al quale, sicuramente, ha contribuito la grande attenzione che i “media” hanno dato alla vicenda, il Wwf ricorda che la prossima tappa deve essere la demolizione della costruzione, così come prevede la normativa, entro sei mesi dalla data d’annullamento della concessione. Per il Wwf, un’opportunità straordinaria per «liberare Rodi da questo pericoloso ecomostro, nella convinzione che l’unico strumento che si dimostra efficace contro il cemento selvaggio è proprio quello degli abbattimenti » . All’Ente parco gli ambientalisti chiedono di «seguire l’esempio della Provincia e, quindi, di procedere alla demolizione degli abusi, oltretutto potendolo fare senza intermediari avendo, peraltro, a disposizione un finanziamento ministeriale di cinquecentomila euro». La costruzione dello stabile fu autorizzata nel 1997 dal Comune di Rodi Garganico che rilasciò regolare concessione edilizia alla società “Roccamare” di Carlo Santamaria e C., con sede nel centro garganico, per la realizzazione di una palazzina in zona “B” del vigente programma di fabbricazione. Coincidenza volle che, qualche anno dopo lo scavo di sbancamento effettuato per le fondazioni dell’edificio, l’intera zona “Cambomilla” fu interessata da un destabilizzante movimento franoso che obbligò il sindaco a emettere trenta ordinanze di sgombero.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 28/11/2007

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