Peschici, s’indaga sul disastro. Proclamato il lutto cittadino. Alcune strutture inagibili, turisti tornano a casa. Confermate due sole vittime, 1.500 ustionati, 4.000 sfollati.

Volti stanchi, assonnati vagano in quel paese che vede attenuarsi su, verso la collina gli ultimi fuochi. Cercano parenti e amici, sono in fila davanti ai locali dell’unità di crisi. Non sono pochi quelli che hanno deciso di andar via, raccogliere tutto e tornare a casa, mentre Peschici assiste agli ultimi fuochi.

SOLO FOCOLAI Dal coordinamento regionale del Corpo forestale dello Stato dicono che la situazione tutto sommato è sotto controllo. Restano i numeri del disastro: due morti, oltre 4 mila turisti evacuati. Anche a Vieste, così come era avvenuto a Peschici, le fiamme hanno danneggiato numerosi campeggi e strutture turistiche, raggiungendo in alcuni punti la spiaggia del lungomare. Circa 1.800 turisti di Vieste hanno trascorso la notte nelle cinque scuole e negli asili nido del paese. In 700 erano stati trasferiti invece l’al – tra sera in alberghi a San Giovanni Rotondo insieme a circa 1.500 turisti che si trovavano a Peschici. Sempre a Peschici, in 200 hanno dormito nella scuola media, adibita per tutto il giorno a centro di accoglienza per gli sfollati. La prefettura ha assicurato la copertura finanziaria di tutto ciò che costituisca fornitura strettamente necessaria.

CONTA DEI DANNI Il Comune di Peschici, insieme all’Ufficio tecnico comunale ed ai vigili del fuoco, ha completato il monitoraggio dei danni provocati alle strutture ricettive del paese. Due centri, «La Baia» e il «Centro turistico San Nicola», costituite per lo più da campeggi, sono andate completamente distrutte. Le altre 26 strutture hanno in parte subito danni che però dovrebbero essere ripristinati in 24-48 ore. A Vieste, secondo quanto riferito dal sindaco, Ersilia Nobile, solo alcune strutture hanno subito danni dall’in – cendio ma solo esternamente, senza pregiudicarne la funzionalità, anche se centinaia di turisti sono stati evacuati per precauzione. Ingenti sono sia a Peschici che a Vieste i danni all’ambiente. In particolare a Peschici le fiamme sono arrivate in alcuni punti fino a ridosso della spiaggia, mentre a Vieste sono andati in fumo ettari di bosco nelle zone Gargano, Porto Nuovo, Gattarella, Baia San Felice, tutte a sud del paese, e a nord in località San Lorenzo e in contrada Sant’Andrea.

LUTTO CITTADINO A Peschici in paese anche ieri capannelli di gente a commentare la tragedia. Il sindaco, Franco Tavaglione ha proclamato il lutto cittadino per ricordare le due vittime dell’incendio. I due morti nel rogo sono i fratelli Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, di Peschici. Secondo quanto riferito dal sindaco, i due fratelli avevano pranzato alla Baia di Manaccora quando hanno visto che l’incendio si stava avvicinando al paese. Presi dal panico sono saliti a bordo della loro auto ma sulla strada sono rimasti intrappolati dalle fiamme. I soccorritori hanno trovato i loro corpi sull’asfalto vicino all’auto. Romano Fasanella è morto carbonizzato, la sorella per asfissia.

L’INCHIESTA PARTE Nel caos prende piede l’inda gine che ha devastato i territori di Peschici soprattutto e di Vieste. Una indagine condotta direttamente dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lucera, Massimo Lucianetti. Secondo gli investigatori (che al momento stanno valutando la situazione dalla unità di crisi istituita presso la prefettura di Foggia), non è possibile al momento stabilire con esattezza da dove sia partito l’incendio.

INDAGINE SUI RITARDI Nell’inchiesta anche alcuni quesiti: quali i tempi di avvio dei soccorsi. Bisognerà attendere che vengano spenti gli ultimi focolai che sono ancora attivi verso la zona di Vieste. Viene invece confermata la circostanza secondo la quale le fiamme siano partite da un piccolo uliveto per poi allargarsi a dismisura in seguito all’esplosione delle bombole di gpl di un deposito della zona. E’ un paesaggio lunare quello che appare a chi transita sulla litoranea tra Peschici e Vieste riaperta al traffico dopo il drammatico incendio che ha investito tutta la zona e che ha provocato due vittime e diversi feriti. Solo due risultano di una certa gravità, ma non in pericolo di vita, in particolare una persona rimasta ustionata è stata trasferita nel centro grandi ustioni di Napoli mentre vi è un politraumatizzato ricoverato a S.Giovanni Rotondo. A San Giovanni Rotondo, dove c’è il maggior numero di turisti sfollati dalle località di villeggiatura, si sono riuniti, ieri i rappresentanti più importanti delle istituzioni nazionali e locali.

AMBASCIATORE AUSTRIACO Si sta decidendo il da farsi in queste ore nella stanza del primo cittadino dove sono presenti responsabili della Protezione civile nazionale, l’ambasciatore austriaco Christian Berlakovits (per la nutrita presenza di turisti austriaci nei villaggi assaliti delle fiamme), monsignor Domenico D’Ambrosio,il prefetto di Foggia Sandro Calvosa, il comandante provinciale dei carabinieri Francesco Maria Chiaravallotti. Alle 12 la prefettura annunciava che la Baia di San Nicola, il Centro turistico San Nicola e l’Hotel Baia Trabucco erano completamente inagibili. Le altre strutture (tra cui Residence Beatrice, Camping De Sio, Residence Julia, Residence Jolly, Baia di Paradiso) hanno subito danni alla linea elettrica, telefonica e alle condutture idriche. 

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 26/07/2007

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