Peschici, forse pizzo non pagato. Vendola: “Comuni non seguono regole”.

Potrebbe essere stato un pizzo non pagato l’origine dello spaventoso incendio che ha devastato Peschici. La Procura, infatti, indaga anche per una possibile ritorsione contro il proprietario di un campeggio che si sarebbe rifiutato di piegarsi al ricatto delle tangenti. Intanto, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, punta il dito contro i Comuni: “Noi abbiamo investito molto, ma loro non seguono le regole”.

Tornando alle ipotesi del gigantesco rogo, il fatto che insospettisce gli inquirenti è che le fiamme si siano propagate su quattro fronti, come se qualcuno avesse fatto a tutta velocità il periplo dei dirupi per stringere d’assedio tutta la zona. Non viene esclusa, comunque, la possibilità che anche il vento abbia recitato un ruolo di primo piano.

Quanto alle polemiche del giorno dopo, Vendola ha voluto rispondere al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che aveva accusato le regioni non non fare il proprio dovere. “Si sbaglia, contro i piromani non c’è difesa. In Puglia abbiamo stanziato solo a maggio 1,5 milioni di euro: 860mila per i vigili del fuoco e altri 600mila  per la Forestale. Dopo sedici anni abbiamo varato il piano d’assetto idrogeologico”.

Secondo Vendola, comunque, è stato fatto tutto il possibile in questa occasione. “Pare che l’evento sia doloso, i rooghi sembravano seguire una strana logica. E poi il sindaco di Peschici ha dato l’allarme alle 11. Monitorare la zona dall’alto? E con quali mezzi? Non abbiamo mica un satellite a disposizione. E poi sarebbe compito della Protezione civile. Che ha fatto tutto il possibile. E anche di più”, ha ribadito.

Fonte: website tgcom.it

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