Indagato un operaio dell’Anas. Peschici, intanto sale a 3 il numero delle vittime. Morto il commerciante ustionato. Un operaio dell’Anas incastrato dalla testimonianza di un turista. La visita di Rutelli. Primi fondi.

L’avevano detto che avrebbero dato risposte celeri, come del resto richiedeva il caso. Così da ieri il rogo di Peschici ha un primo indagato. Sarebbe un dipendente di una società pubblica di manutenzione delle strade la persona iscritta sul registro dalla Procura della Repubblica di Lucera.

UN INDAGATO La conferma arriva dallo stesso procuratore che coordina le indagini, Massimo Lucianetti. «Quello che posso dire è che non fa parte di apparati pubblici, di enti pubblici. Almeno per il momento – aggiunge – non è possibile rendere note le sue generalità». «Della persona indagata – spiega – non si può sapere, al momento, nessun particolare, niente assolutamente e per ragioni investigative».

LE ACCUSE L’indagato è accusato di incendio boschivo colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e rifiuto di atti d’ufficio. Non viene confermata per il momento nemmeno l’indiscrezione secondo la quale l’indagato sarebbe un peschiciano dipendente dell’Anas. Ad indirizzare gli accertamenti sulla persona indagata – a quanto si è saputo – è stato un turista trentenne (come riportato nell’edizione di ieri dalla Gazzetta attraverso una testimonianza) che avrebbe detto agli investigatori di aver visto l’uomo (probabilmente un operaio) allontanarsi con il mezzo di servizio dal luogo dell’incendio senza prodigarsi al suo spegnimento e senza far scattare il dispositivo di allerta.

TESTIMONE Sarebbe anche stato visto – ma anche questa circostanza non viene confermata – poco dopo in una cabina telefonica ad un distributore di benzina. Si presta però alle più disparate interpretazioni e riflessioni quel capo d’imputazione che gli è stato contestato: ossia il rifiuto di atti d’ufficio, il che lascerebbe pensare ad un dipendente pubblico. E torna a bomba l’ipotesi che possa trattarsi di un dipendente dell’Anas o di una ditta collegata.

L’ALTRA VITTIMA. Intanto sale a tre il numero delle vittime del rogo: dopo i fratelli Fasanella (l’altro pomeriggio i funerali) morti carbonizzati nell’auto travolta dalle fiamme, è morto ieri in un ospedale di Genova, dove era stato ricoverato, Domenico De Nittis, di 60 anni, di Peschici rimasto gravemente ustionato nell’incendio che il 24 luglio scorso ha devastato il comune garganico. De Nittis era stato ricoverato dapprima nell’ospedale di San Giovanni Rotondo ma la gravità delle condizioni avevano determinato il trasferimento in Liguria, in un centro specifico per ustionati. De Nittis era rimasto ustionato sul 60% del corpo e – come riferì in consiglio regionale il presidente della Regione, Puglia, Nichi Vendola – era stato anche colpito da un infarto.

CHI ERA L’uomo era commerciante e proprio per salvare dalle fiamme il suo negozio di ceramiche, sulla strada provinciale che collega Peschici a Vieste, nel territorio di Peschici, era rimasto gravemente ustionato. Sempre sul fronte delle indagini è stato individuato l’orario di inizio dell’incendio:le fiamme – secondo quanto accertato – sarebbero iniziate tra le ore 10,12 minuti e le 10,37 minuti del 24 luglio, così come avevano segnalato anche i vigili del fuoco di Foggia.

PRIMI FONDI Intanto una boccata d’ossigeno per il Comune di Peschici: il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di calamità e assegnato fondi per una prima ricostruzione. Ieri visita del generale di Corpo d’Armata Elio Toscano, comandante dell’Interregionale Ogaden dei carabinieri di Napoli, per incontrare il personale dell’Arma che nei giorni scorsi è stato impegnato nelle operazioni di soccorso e assistenza ai turisti e alla popolazione di Peschici e Vieste.

IL GENERALE DEI CC I militari hanno dato assistenza e aiutato le persone in preda al panico e in situazione di difficoltà a causa del fuoco che si era sviluppato in una vasta parte del Gargano e che ha provocato la morte di due persone e ingenti danni all’a m b i e n t e. To s c a n o, che ha competenza sulle regioni del Sud, era accompagnato dal comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, Francesco Maria Chiaravallotti cui è stata affidata dal capo della Protezione civile Bertolaso la gestione delle operazioni di spostamento dei turisti.

VISITA DI RUTELLI Sempre ieri è giunto a Peschici e poi a Vieste il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli atterrato nell’eliporto del lungomare Europa di Vieste accolto dal sindaco, Ersilia Nobile. È stato circondato da numerosi turisti, molti dei quali in costume da bagno. «Godetevi le vacanze, state tranquilli – ha detto il vicepremier – il Gargano è vivo, il Gargano è con voi». Successivamente Rutelli, in automobile, è partito per Peschici.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 28/07/2007

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