Indagato il procuratore. “Accuse assurde, mai corrotto il presidente del Consiglio di Stato”

Vincenzo Russo, procuratore capo di Foggia «Sto impazzendo, sono sbalordito, amareggiato, non mi reggo in piedi per quanto mi sta succedendo. Io avrei corrotto il presidente del Consiglio di Stato, per quale motivo poi? La sentenza del Consiglio di Stato era meramente confermativa di quella del Tribunale amministrativo regionale, che aveva rigettato il ricorso contro la mia nomina a procuratore capo di Foggia, presentato da un altro candidato, il dr Giovanni Colangelo» (coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari,ndr) «Ed era stato il Consiglio superiore della magistratura – sia quello che mi aveva nominato procuratore capo a Foggia, sia quello insediatosi un anno fa – a costituirsi in giudizio a mio favore, tramite l’Avvocatura dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso contro la mia nomina presentato da un altro candidato. La verità è che sono stanco, stanco di combattere».

E’ un uomo distrutto – ma deciso a far emergere la sua correttezza ed assoluta estraneità ad accuse così gravi, come spiega in questa intervista alla «Gazzetta» – il procuratore capo Vincenzo Russo, indagato per corruzione in atti giudiziari. I pm di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) hanno chiesto al gip una misura interdittiva per Russo, nell’ambito di un’inchiesta a carico di sette persone tra alti funzionari dello Stato, magistrati anche amministrativi, politici e imprenditori per presunti scambi di favori, pressioni, falsi e corruzioni (vedi scheda a parte, ndr).

Accuse quelle rivolte al procuratore capo foggiano, che lasciano a dir poco perplesso chi conosce il magistrato, arrivato a Foggia nel 2005, e che da marzo vive sotto scorta dopo un progetto d’attentato della mafia foggiana. Un magistrato che s’è fatto e si fa apprezzare per il lavoro svolto, ma anche per il vivere sulla propria pelle come un uomo di questa città e provincia – è napoletano – le ferite della città.

«Avevo ricevuto un avviso per la fissazione dell’interrogatorio davanti al gip di Santa Maria Capua Vetere con la generica imputazione di corruzione in atti giudiziari» (quando il pm chiede al gip di interdire per uno o due mesi un’indag ato, il giudice prima di decidere deve sentire l’indiziato, ndr). «I mei avvocati l’altra mattina si erano recati in Procura per saperne di più, ma era stato detto loro che non si poteva riferire nulla. Poi oggi» (ieri per chi legge, ndr) «vengo a sapere che sul “Mattino” di Napoli c’è la notizia dell’inchiesta a mio carico e di altre persone, molte delle quali nemmeno conosco. Chiaramente ho fiducia nella magistratura e chiarirò tutto davanti al gip nelle prossime ore. Ma tutto ciò mi sta distruggendo, sono amareggiato, sconvolto. Credo, e devo dire credo, che l’inchiesta riguardi la decisione del Consiglio di Stato, meramente confermativa di quanto già deciso dal Tar che rigettò il ricorso contro la mia nomina presentato da un altro candidato alla nomina a Procuratore capo di Foggia. Contro la decisione del Tar, c’era stato il ricorso al Consiglio di Stato. Io avrei corrotto il presidente del Consiglio di Stato per confermare quanto già deciso dal Tribunale amministrativo? Avrei dovuto corrompere i giudici del Tar tutt’al più… E’ una situazione assurda, questo dirò al gip. Peraltro il Consiglio superiore della magistratura, e il ministero della Giustizia, si sono costituiti in giudizio davanti a Tar e Consiglio di Stato – tramite l’Avvocatura dello Stato – per chiedere il rigetto del ricorso dell’altro candidato. E voglio ricordare che l’ha fatto non solo il Csm in carica nel 2005, quello che cioè mi nominò procuratore capo di Foggia, ma anche il Csm insediatosi nel 2006».

«Lei mi chiede come vivo questa situazione? Con fiducia nella magistratura, con assoluta certezza di non aver fatto nulla di ciò di cui mi si accusa» dice alla Gazzetta il procuratore Russo «ma anche con grande amarezza, dolore, stanchezza. Sono stanco di combattere per avere l’applicazione a Foggia di altri sostituti procuratori che coprano i buchi dell’organico; stanco di situazioni che spesso non sono note all’esterno».

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 16/12/2007

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