Gli albergatori con il fiato sospeso. Corsa contro il tempo per «salvare» agosto, ma i turisti prima di spostarsi pretendono nei villaggi i piani antincendio. E le banche varano misure di salvataggio: «Pronti ad applicarle se ce lo chiedono». Disdette «nella media», si lavora anche di notte per rimettere in sesto le strutture.

Gli albergatori di Peschici lavorano anche di notte per rimettere in sesto le strutture danneggiate dall’incendio del 24 luglio. I turisti sembrano apprezzare, lo sforzo viene sottolineato dalle presenze che sono «nella media del periodo» in tutti gli alberghi e nei camping evacuati durante i giorni post-rogo. All’appello mancano l’hotel baia dei Trabucchi e il villaggio di San Nicola (compresi i miniappartamenti sulla stessa baia, tutti danneggiati) per i quali la stagione è purtroppo andata in malora.

Adesso però le apprensioni sono tutte per il «generale agosto» e per i nuovi arrivi dei vacanzieri previsti in questa settimana. Disdette non ne starebbero arrivando a fiumi, come invece la settimana scorsa si temeva. Però i turisti prima di partire adesso si mettono al telefono e pretendono informazioni dettagliate sul villaggio o sull’albergo che dovrà ospitarli. Dalla presenza di estintori e di ambulanze all’in – terno del centro turistico, all’adozione dei piani antincendio, i turisti adesso fanno domande che fino a una settimana fa nessuno si sognava di porsi. Gli albergatori al telefono cercano di rassicurare i clienti anche chiedendo aiuto ai villeggianti che sono già in vacanza sul Gargano, alcuni dei quali si prestano a tranquillizzare i turisti in arrivo stazionando alla reception anche per ore. Nel frattempo si lavora sodo nei villaggi per ripristinare i luoghi e cancellare tutte le tracce (laddove possibile) del passaggio delle fiamme.

Tra i problemi più urgenti da risolvere c’è quello dello smaltimento delle auto e delle roulottes della baia di San Nicola che sono ancora parcheggiate nel punto dove sono state investite dalle fiamme. Una visione spettrale che rischia di turbare l’immagine del Gargano. Oltretutto alcuni operatori del luogo temono per gli olii e i carburanti che potrebbero inquinare la falda, se quei mezzi carbonizzati continuassero a restare a lungo in quei luoghi. Ricordiamo che la Provincia ha stanziato 300mila euro per la rimozione del parco-auto carbonizzato, ora tocca al Comune di Peschici organizzarsi. Intanto le banche sono pronte a venire incontro alle esigenze degli albergatori garganici se ce ne fosse bisogno: «Siamo a disposizione per valutare qualsiasi tipo di problema – dice Tommaso Gozzetti, amministratore delegato di BancApulia – anche se finora non siamo stati ancora interpellati da alcun operatore. La situazione – aggiunge – mi sembra comunque recuperabile, quasi tutti hanno l’assicurazione antincendio. I danni più gravi sono ambientali, perché molti boschi sono stati distrutti e la gente sceglie il Gargano anche per il verde».

Anche Unicredit Banca ha previsto un fondo di 30 milioni per le aziende danneggiate dall’incendio a un tasso di interesse al di sotto della norma (spread 0,50) proprio per consentire alle strutture di rimettersi subito in sesto ».

Articolo a firma Massimo Levantaci tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 31/07/2007

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