Fiamme e polemiche, indaga la procura. Le accuse tra Protezione civile e sindaco.

Il giorno dopo a Peschici e in tutto il Gargano è il giorno del lutto cittadino, della conta dei danni – tantissimi – delle polemiche su interventi e soccorsi e delle inchieste giudiziarie per dare il nome ai piromani che hanno scatenato l’inferno. Forse è bene partire da qui: c’è la quasi certezza che gli incendi siano stati appiccati in modo doloso. Cioè non una cicca di sigaretta dimenticata accesa in pineta e poi alimentata dal caldo africano e dal vento. No: vastità, dimensioni e localizzazione degli incendi fanno pensare ad una regia studiata a tavolino con la complicità delle condizoni meteo. Dice Nichi Vendola, presidente dalla regione Puglia: “Il racconto degli elicotteristi sulla dinamica dei fuochi è particolarmente impressionante. C’era una geometrica potenza del fuoco nell’esplosione nel disegno di un quadrangolo del fuoco: Peschici, Vieste, lesina e Mattinata e poi Rocchetta.

Situazione incendi – In mattinata i boschi del Gargano continuavano a bruciare. Solo all’ora di pranzo il responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso ha potuto dire che la “situazione non era ancora risolta ma sotto controllo”.

Vittime, feriti e sfollati – Due persone, un fratello e una sorella di 71 e 81 anni, sono morte carbonizzate. Romano Fasanella era tornato in paese da pochi giorni per trascorrere le vacanze con la sorella Carmela.
Romano Fasanella era un ex assicuratore in pensione e da diversi anni viveva a Milano. Insieme alla sorella possedeva un appartamento nel residence Julia e per questo motivo d’estate tornava ogni anno nel suo paese di origine per trascorrere le vacanze.

Altri due persone sono morte in incidenti stradali provocati dal fumo degli incendi. Ci sono stati 300 intossicati lievi, tre feriti, uno dei quali in modo grave perchè ustionato sul 60% del corpo e colpito da infarto. Gli altri due feriti sono persone che, in preda al panico, si sono lanciate dal tetto della loro abitazione. Molti cittadini sono stati colti da malori a causa dello spavento. Quattromila gli sfollati, per lo più turisti. Di questi in serata un migliaio hanno deciso di proseguire la vacanza. La notte scorsa sono stati tutti sistemati negli alberghi e nelle scuole.

Le polemiche. Bertolaso si difende: “Noi abbiamo fatto anche più del dovuto” – Messa l’emergenza sotto controllo, oggi è stata la giornata delle polemiche. Ritardi nei soccorsi, piani antiincendio che non sono scattati, aree già bruciate non accatastate e preda degli speculatori. Guido Bertolaso, n.1 della Protezione Civile non ci sta a finire sotto processo. E attacca: “Noi abbiamo fatto più del nostro dovere, sostituendoci a qualcuno che non ha fatto quello che doveva fare”. Sui tempi di intervento, ad esempio, “ci è arrivata una prima richiesta di intervento aereo alle 11.19, ma non si trattava di Peschici, bensì di un’altra area sul Gargano. Per Peschici la richiesta è arrivata alle 11.50 ed alle 12.30 un nostro elicottero era in zona”. Sono passati, sottolinea, “solo quaranta minuti dalla richiesta di intervento: mi domando quante ambulanze arrivano in così poco tempo dopo una richiesta di aiuto. E di quanto dico – aggiunge – ci sono registrazioni e certificazioni: carta canta”. E’ stata, poi, un’emergenza annunciata, “avevo parlato di estate da incubo ma non sono stato creduto”. Nel Duemila, poi, il governo ha passato alle Regioni la competenza contro i roghi che si devono dotare di flotte regionali di elicotteri. Al Dipartimento, osserva, “viene data la responsabilità del supporto con i mezzi della nostra flotta aerea”. Ai primi di giugno, poi, due direttive che ribadivano ruoli e competenze: “Le Regioni devono far funzionare le sale operative per garantire il coordinamento degli interventi e dotarsi di una propria flotta aerea in previsione di un’estate critica”.

La seconda direttiva era rivolta ai sindaci affinchè si mettessero in regola con il catasto delle aree bruciate “ma ce l’ha un comune su quattro”. E con i piani di emergenza: “Ce l’hanno il 48%. Peschici non credo sia tra questi”. Nel question time alla Camera, il sottosegretario dell’Interno Ettore Rosato ha ribadito che i soccorsi sono stati “immediati”.

La replica del sindaco di Peschici – Francesco Tavaglione replica a sua volta con numeri e cifre. “Il dottor Bertolaso dice che la Protezione civile è stata avvisata alle 10 e 50. Io ho qui il foglio di un mio funzionario che scrive di aver dato il primo allarme alla Protezione civile preso la prefettura di Bari alle 9 e 20 minuti”. Su quel foglio è scritto anche il nome della funzionaria della prefettura che ha preso la segnalazione.

I danni – Quello dei danni, come sempre nelle emergenze, è il dato che arriva per primo. Tutti pronti a presentare il conto. Li chiedono i cittadini, gli operatori turistici, la gli agricoltori. In tutto il sud la Confagri calcola un miliardo di danni. Per il Wwf in tre settimane sono state distrutte 4.500 ettari di aree protette. Trecentomila euro se ne vanno solo per demolire le macchine bruciate a Peschici. Distrutti due villaggi turistici.

L’inchiesta giudiziaria – Il procuratore di Lucera Massimo Lucianetti e il sostituto Claudio Rastrelli hanno aperto un fascicolo contro ignoti per incendio e omicidio doloso, per capire come sia cominciato e chi abbia appiccato l’incendio che ha devastato il Gargano tra Peschici e Vieste e ucciso due persone provocando danni a migliaia di turisti. Ma indagherà anche per accertare se effettivamente i soccorsi siano stati tempestivi ed adeguati. Il procuratore rinvia qualsiasi ipotesi o commento agli accertamenti che saranno “rapidi” e riguarderanno “i tempi dei soccorsi, il numero dei mezzi aeronavali impiegati e anche la loro qualità per controllare l’adeguatezza qualitativa e quantitativa”. Domani il primo vertice con carabinieri, guardia forestale, vigili del fuoco, stradale e vigili urbani. Sono moltissime le cose da capire.

Fonte: website repubblica.it

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