Rodi, il porto dopo 100 anni. In questi giorni si sta concretizzando il sogno di generazioni

Giusto un secolo fa, il 1908, il Consiglio comunale di Rodi Garganico deliberava la richiesta al Governo di realizzazione del porto. Quell’idea si sta concretizzando in questi giorni, man mano che la lunga teoria di camion, che fa la spola tra Rodi Garganico e le cave di Apricena, riversa nello specchio d’acqua antistante l’attuale molo, tonnellate e tonnellate di massi che stanno disegnando quello che finora era soltanto nell’immaginazione collettiva ovvero una struttura portuale, da sempre attesa, ma che soltanto nell’ultimo quinquennio ha trovato la sua sintesi.

Marina di Rodi Garganico: panoramica

Stiamo parlando del porto che, da maggio scorso, quando ci fu la cerimonia della posa della prima pietra, si sta realizzando a Rodi Garganico. Giornata storica per la comunità rodiana, e non solo, la cerimonia di inizio dei lavori del porto turistico «Maria della Libera», nome della Patrona di questo centro del Gargano, che conserva nel suo Dna la vocazione per il mare e per l’arte della marineria, anche se, negli ultimi tempi ha perduto molto dello smalto dei primi anni del secolo scorso. Colpa, naturalmente, della mancanza di un approdo, di un porto che potesse garantire quel minimo di attività ad una marineria locale che, sfiduciata per le troppe promesse e che, con il trascorrere degli anni, vedeva, inesorabilmente, allontanarsi sogni e speranze. Oggi, si possono contare sulle dita di una mano i pescatori che, nonostante tutto, non hanno voluto tagliare le proprie radici, tenaci e pazienti come solo possono essere quegli uomini la cui pelle è segnata da salsedine e sole. Marinai che conoscono questi fondali come le loro tasche; che mai si lasciano sopraffare dallo sconforto, sperando sempre che la prossima «pescata» possa essere quella buona. E così per anni, per decenni. Da maggio scorso stanno accarezzando il sogno di sempre: il porto che, giorno dopo giorno, sta prendendo forma e consistenza.

Marina di Rodi Garganico: fotoinserimento planimetrico

L’impresa Cidonio. La chiave di svolta che ha fatto sì che, oggi, si possa parlare di una infrastruttura che sta nascendo e che, fra poco più di un anno, sarà bella e pronta, e non di un progetto “in nuce”, è nella coincidenza di una serie di fattori positivi che ha reso possibile chiudere, nel breve arco di tempo di un lustro, l’iter procedurale, fino all’appalto dei lavori e, nel giro di un mese, iniziare la realizzazione dell’opera. Roba da guinnes dei primati, considerati i tempi biblici che determinano le procedure quando si parla di amministrazione pubblica. Dicevamo di una serie di coincidenze favorevoli che, però, hanno avuto, come suol dirsi, la spinta giusta. Il merito, naturalmente, va all’amministrazione comunale che, come ricordavamo, appena insediatasi, sei anni fa, avviava tutte le procedure, seguendo, giorno per giorno, l’iter, facendo la spola da un Ente all’altro, convocando riunioni e conferenze di servizio. La sintesi di tutto c’è stata nel momento in cui l’i mpresa Cidonio di Roma s’è aggiudicata la gara d’appalto presentando un progetto apprezzabile e condividendo, senza se e senza ma, tutte le condizioni del capitolato d’appalto. E la prova provata che la scelta del partner sia stata quella giusta è sotto gli occhi di tutti, anche dei più scettici: l’avanzamento dello stato dei lavori e, addirittura, l’anticipo, almeno di quattro mesi, del completamento dell’opera.

Il porto, per una realtà come quella rodiana, ma è comune a tutti gli altri Centri del Gargano e del Meridione, vuol dire cambiare il volto e le prospettive di crescita; dove prima c’era sfiducia, oggi si rafforza la consapevolezza che, anche nel Sud più profondo, quando idee e determinazione sono patrimonio comune, sognare non è soltanto un esercizio della mente e del cuore. Anzi, i sogni sono indispensabili, sempre che vengano accompagnati dalla voglia di vederli realizzati. Rodi Garganico ha saputo attendere, lottando, fino a quando non sono state messe insieme tutte le sinergie che hanno fatto sì che si arrivasse alla realizzazione del porto.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 31/12/2007

1 Commento

  1. Penso che sarà un guadagno di immagine per Rodi, con l’augurio, però, che non si trascuri lo sviluppo de “Lido del Sole”, che in 20 anni non è migliorato, ma…
    Sarebbe tempo che le “baraccopoli” del mercato della frutta scomparissero e per il mausoleo dello Sportinclab si trovasse una soluzione. Aiuterebbe la causa, forse, farlo presente a “Striscia la notizia”?
    Buon 2009 a tutti

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