Ora c’è voglia di normalità. Riaprono i primi alberghi ed è già corsa ai moduli per chiedere i contributi. Un conto corrente del Comune di San Giovanni Rotondo per i cittadini di Peschici.

La combustione lenta del danno d’immagine adesso rischia di fare più male delle fiamme. Gli operatori turistici vogliono subito voltare pagina, dopo lo sgomento generale ora prevale l’istinto di sopravvivenza che induce a dimenticare e guardare avanti. Ieri hanno aperto i primi alberghi sulla litoranea Peschici- Vieste e nei prossimi giorni sarà la volta di tutti gli altri fra centri turistici e camping raggiunti dalle fiamme. Su ventisei strutture danneggiate più o meno seriamente, la situazione sembra compromessa solo per la baia di San Nicola e l’adiacente baia dei Trabucchi che hanno subito danni ambientali oltre che strutturali rilevantissimi. Le polemiche sui soccorsi e sui piani antincendio sono ormai alle spalle, anche i turisti che sono rimasti per completare la vacanza (e non sono pochi) vogliono guardare avanti.

Prioritario in questo momento è salvare la stagione, poi a ombrelloni chiusi si penserà a tutto il resto. E’ un pensiero che percorre tutti gli albergatori garganici, se anche il “Cis viaggiare informati ” sulle frequenze di Radiorai invita gli automobilisti per quattro giorni a girare alla larga dal promontorio. Un’albergatrice di Vieste, Maria Lorusso dell’hotel “I Melograni”, scrive una mail alla Gazzetta: «Vieste – paventa – rischia di essere messa in ginocchio dalle immagini televisive e dai titoli dei giornali. Vorremmo che venisse ricordato che il 98% della pineta garganica non è stato neppure sfiorato dal fuoco».

Gli operatori chiedono aiuto alla regione, il Cotup (il consorzio degli albergatori pugliesi) ha già auspicato il riconoscimento dello stato di calamità naturale, mentre il consigliere regionale Angelo Cera riprende le parole del vice presidente del Parlamento europeo, Mario Mauro (di origini peschiciane), per sollecitare la Regione ad «attingere al Fondo europeo di solidarietà». Sabato a Peschici, la Confcommercio provinciale riunirà gli operatori turistici della zona per un incontro con l’assessore regionale al Turismo, Massimo Ostilio, in cui si farà il punto sui danni riportati dalle strutture alberghiere. A Peschici e dintorni è comunque già cominciata la corsa ai moduli per chiedere i contributi pubblici della calamità, per quanto non ancora riconosciuta: i commercialisti sono già al lavoro per sbrigare le prime pratiche, si calcola che a decine saranno aperte.

«Ma la stagione balneare non è assolutamente compromessa, la situazione sta tornando alla normalità», cerca di essere convincente il commissario dell’Apt (l’associazione provinciale del turismo), Nicola Vascello. «I turisti che sono stati fatti evacuare dai camping e dalle strutture ricettive dove soggiornavano – ragguaglia Vascello – sono stati quasi tutti riaccompagnati nelle località che hanno dovuto abbandonare per motivi di sicurezza, quasi tutti i villaggi sono agibili. Gli uomini della Protezione civile, insieme ai tecnici della Telecom, stanno ripristinando le linee telefoniche saltate».

A conti fatti i danni sono soprattutto sul fronte naturalistico, per le pinete sfregiate e i costoni di roccia tracciati con la carta carbone. E’ questo forse il danno d’immagine che il Gargano dovrebbe temere di più, anche se certo oggi la grancassa mediatica è inevitabilmente più temibile. In questo scenario si registrano nuovi slanci di solidarietà. Il Comune di San Giovanni Rotondo, che si era già distinto per l’ospitalità offerta alle famiglie dei villeggianti in fuga dalle fiamme, ha istituito un conto corrente bancario in favore della popolazione di Peschici presso la Banca di Credito cooperativo della città di San Pio. L’iniziativa ha già avuto un’autorevole adesione: gli organizzatori dell’Actor Dei, il musical sulla vita di San Pio che ha debuttato a San Giovanni Rotondo il 5 maggio scorso (ora in tournée in tutta Italia), devolveranno di ogni biglietto venduto la somma di 1 euro a sostegno della raccolta di fondi promossa dal Comune.

A parte la solidarietà, la Regione si è impegnata a «percorrere tutte le strade amministrative – si legge nell’or – dine del giorno, primo firmatario il consigliere Dino Marino – per sospendere il pagamento delle concessioni a tutti gli stabilimenti balneari colpiti dagli incendi per l’anno in corso e per i prossimi tre anni nei comuni di Peschici, Vieste, Lesina e Mattinata».

In un’interrogazione parlamentare presentata con carattere d’urgenza dal senatore Carmelo Morra (seguono altre cinque firme) si chiede al governo di «chiarire le dinamiche degli interventi di soccorso». Nel testo viene peraltro formulata un’ipotesi inquietante e già smentita dal presidente dell’ente Parco: «Il Gargano – si legge – sta subendo da tempo un’aggressione cementizia senza interruzione che non va considerata avulsa dagli eventi drammatici di questi giorni. E’ noto, infatti, che il fuoco quasi sempre serve a sgomberare il campo da fastidiosi impedimenti naturali a vantaggio di nuove costruzioni».

A proposito di ipotesi inquietanti, registriamo anche quella di Roberto Marzano, presidente dell’associazione Assolisa (operatori dell’aeroporto Gino Lisa) che accusa la «presidenza Vendola di aver volontariamente sguarnito il Gargano di un servizio di “avvistamento precoce degli incendi boschivi” che forse avrebbe potuto evitare o quantomeno limitare l’inferno del 24 luglio».

Articolo a firma Massimo Levantaci tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 27/07/2007

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