Legambiente bacchetta le spiagge. Le «tre vele» quest’anno a pochi centri, retrocessa Peschici. Valutazioni opposte a quelle delle «Bandiere Blu» Fee.

Dei 483 centri italiani definiti “centri balneari”, Legambiente, ne ha selezionati quasi 300. Sono quelli che presentano un’offerta turistica di qualità ed un buono stato di conservazione dell’ambiente marino e costiero. Dei Comuni costieri della Capitanata, sono 11 quelli scelti, ma in Capitanata non ci sono 5 o 4 vele, a differenza del Salento dove Legambiente premia località come Nardò, che merita il massimo, cioè 5 vele ( grazie ai 73,7 punti attribuiti in base ai parametri) e altre che ne conquistano 4. I giudizi sulle località della nostra provincia sono molto diversi, a volte opposti a quelli dati solo qualche giorno fa dalla FEE (Foundation for Environmental Education) con l’assegnazione della bandiere Blu. Se a insignirsi del riconoscimento 2007 della FEE è stata Peschici, per Legambiente lo stesso centro del Gargano nord deve accontentarsi del punteggio provinciale più basso (60,5) e quindi di 2 vele. Si vedono attribuire le 3 vele invece Mattinata, Monte S. Angelo, Chieuti, Isole Tremiti, San Nicandro Garganico e Rodi. A Vico, Ischitella, Lesina e Vieste, così come a Peschici, sono state riconosciute 2 vele. Le 3 vele “più robuste”, grazie al punteggio di 66, 2, sono quelle che Legambiente ha dato a Mattinata. Ma per il sindaco Iannotta e l’assessore al turismo Latino «non ci si può certamente cullare su questo riconoscimento, che pure fa piacere al territorio e alle strutture ricettive mattinatesi. Cè bisogno di un ulteriore sforzo per raggiungere traguardi di eccellenza: ben vengano perciò gli stimoli a innovare e migliorare l’accoglienza turistica e la sostenibiltà ambientale». Quest’anno per la prima volta la “Guida Blu” di Legambiente ha provato a sistematizzare le informazioni ambientali e “turistiche” relative alle località costiere prese in esame allo scopo di fornire una valutazione dello stato di conservazione e gestione del territorio e del mare, dell’attrattività dei fondali, del livello dei servizi pubblici e dell’accoglienza, della promozione delle risorse territoriali, della sostenibilità turistica, dell’impegno nell’applicazione di efficaci politiche ambientali (riduzione dei consumi idrici ed energetici, diminuzione della produzione dei rifiuti ecc). Le informazioni di base necessarie per la costruzione degli indicatori sono state raccolte da banche dati nazionali (fra cui Istat, Ancitel, Cerved, ministeri della Salute, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Enit, Touring Club, Enel) e attraverso valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall’equipaggio della Goletta Verde. «I requisiti presi in esame – ricorda Franco Salcuni, responsabile garganico di Legambiente – sono stati l’uso del suolo, il degrado del paesaggio, la biodiversità, l’impatto delle attività turistiche, lo stato delle aree costiere, l’accessibilità alle destinazioni e mobilità locale, la struttura sanitaria e sociale ecc».

(tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, edizione del 03.06.07)

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