Incendio Peschici, comitato protesta contro i ritardi. Non c’è traccia dei finanziamenti promessi, martedì riunione.

Serpeggiano malumore e malessere a Peschici per la mancata adozione di provvedimenti adeguati alla disastrosa situazione che s’è venuta a determinare a seguito degli incendi dello scorso 24 luglio. Amministrazione e cittadini ritengono che, a tutt’oggi, non si può non registrare la scarsa attenzione da parte delle istituzioni, e tutto ciò viene ritenuto preoccupante.
Il portavoce del comitato «Peschici 24 luglio 2007», Raffaele Vigilante, parla di «inadeguatezza di un decreto emesso dal Governo a fine agosto, a fronte di un indotto economico totalmente in ginocchio, infatti, le aziende turistiche e commerciali hanno ricevuto danni per milioni di euro». Vigilante ricorda la «passerella degli esponenti del Governo, all’indomani del 24 luglio, e la promessa di destinare fondi per i danneggiati, compresi i turisti che hanno perso tutto e che hanno vissuto giorni drammatici». Non si trova traccia delle assicurazioni del Governo nel fecreto del 28 agosto, «dove – spiega Vigilante – non si parla minimamente di ambiente, eppure ci sono gli ambientalisti che dovrebbero dare una forte scossa per rimettere in sesto un ambiente seriamente distrutto».
Per il momento il comitato cittadino si limita a una protesta verbale, ma eventuali iniziative saranno concordate nel corso della riunione del comitato, fissata per martedì prossimo,alle 17 nella sala delle riunioni del municipio.
«Certamente – anticipa Vigilante – verranno definiti dei provvedimenti, ma anche saranno avanzate proposte serie e concrete a Regione e a Governo». Tra le proposte che potrebbero essere suggerite, quella di garantire, come fu possibile per il Piemonte quando ci fu l’alluvione, un nuovo regime di aiuti a sostegno delle imprese che hanno subito danni. All’epoca la Comunità europea, in conformità con quanto previsto dal trattato comunitario, approvò un programma finanziato nell’ambito del programma pluriennale di interventi diretto a favorire la ripresa produttiva, prevedendo la concessione di contributi in conto capitale e in conto interessi alle imprese che dimostrarono di aver subito danni diretti e indiretti (riduzione delle attività per sospensione temporanea dell’esercizio d’impresa e o trasferimento della sede e dell’attività produttiva).
Vigilante conclude chiedendosi per quale ragione non ci si muove in questa direzione. «Non essendo cittadini di serie “b”, crediamo di avere gli stessi diritti degli altri e, quindi, auspichiamo che la Regione, invece di litigare sulle sulle leggi di azzeramento delle Comunità montane, si dia da fare per garantire i cittadini, le aziende del Gargano e coloro che sono venuti in vacanza e che hanno perso tutto. Resta fermo che è indispensabile, prima di tutto, garantire le Aziende perchè devono programmare la stagione turistica futura, che è linfa vitale per tutta l’economia del Gargano e dell’intera Capitanata».

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 23/09/2007

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