Incendi sul Gargano s’indaghi sull’accatastamento. Lo chiede il Coordinamento per il risanamento aree boschive.

Riguardo gli incendi divampati quest’estate in Puglia, le Procure di Lucera e di Foggia e le altre Procure italiane dovrebbero indagare su eventuali reati, in particolare l’omissione di atti d’ufficio, in riferimento a quanto previsto dalla legge 353/2000 che obbliga i Comuni all’a ccatastamento entro 90 giorni dall’approvazione del piano regionale antincendio che in Puglia è stato emanato nel 2004. Lo chiede il “Coordinamento del Gargano per il risanamento e la prevenzione delle aree boschive incendiate”, che comprende associazioni ambientaliste, circoli politici, cittadini.
In una lettera aperta, il Coordinamento sostiene che il catasto delle aree boschive incendiate, come strumento tecnico, «esiste fin dall’entrata in vigore della legge 353/2000», anche se non è stato adottato dalla maggioranza dei Comuni italiani.
I Coordinamenti territoriali ambientali (organismi del Corpo forestale dello Stato che operano nei parchi) ogni anno, riferisce il Coordinamento, «effettuano la perimetrazione delle aree incendiate tramite uno strumento (il Gps) collegato al satellite, cui danno un profilo informatico facilmente sovrapponibile alla mappa catastale usando dei software (ad esempio autocad).
In Puglia, il Coordinamento del Corpo forestale di Bari «produce ogni anno, dal 2000, il Cd delle perimetrazioni e lo offre con comunicazione scritta ai Comuni, che risultano – denuncia il Coordinamento – non avere fatto la banale operazione informatica di accatastamento, che è senza costi, senza complessità nè lunghi tempi. E’ quanto dichiarato – si fa presente nella lettera – dal dottor Mastrorilli del Corpo forestale di Bari, che detiene le suddette comunicazioni scritte protocollate e dai Cta consultati. L’omissione è talmente grave – sostengono ancora al Coordinamento – che ci sembra importante anche informare e tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica. Grave perchè non prevenire con il catasto, in particolare attività edilizie, ha per conseguenza situazioni difficilmente e pericolosamente reversibili perchè di fatto si richiedono denunce di cittadini in zone con criminalità, oltre ad incrementare aspettative illecite foriere di nuovi incendi».
«Il Gargano – si evidenzia ancora nella lettera – anche negli anni precedenti è stato devastato da incendi, ma la maggior parte dei Comuni non ha provveduto al catasto delle aree colpite». Le Procure dovrebbero anche occuparsi, secondo il Coordinamento, delle mancate ordinanze sindacali di abbattimento dei manufatti edilizi abusivi in caso di dolosa omissione: le iniziative dei privati comportano rischi e per questo non sono molto frequenti. Si conclude evidenziando che la legge 353 sanziona il pascolo in aree incendiate per 5 anni. Invece nel Gargano risulta che aziende di allevamento anche con centinaia di capi di bestiame lo pratichino senza eccessivi problemi, venendo meno il deterrente ad eventuali interessi incendiari.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 22/09/2007

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