Il procuratore: «C’è qualche novità». Sentito il sindaco, incaricato un esperto.

Il sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, è stato ascoltato l’altra sera dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio. Nel corso del colloquio con gli investigatori, secondo alcune indiscrezioni, il primo cittadino avrebbe raccontato le prime iniziative prese subito dopo l’incendio.
SENTITO IL SINDACO Il sindaco Franco Tavaglione, sarebbe stato ascoltato in qualità di responsabile della protezione civile del comune garganico e il suo interrogatorio rientrava nelle normali attività di indagine che i carabinieri della compagnia di Vico del Gargano e del Reparto operativo di Foggia stanno compiendo d’intesa con i magistrati della Procura di Lucera. L’inchiesta sul rogo intanto va avanti e il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Lucera Massimo Lucianetti annunciava passi avanti pur con il solito riserbo.
 IL PROCURATORE « L’unica cosa che mi sento di affermare è che c’è qualche novità, qualcosa di nuovo nell’ambito delle indagini – si è limitato a dire – stiamo lavorando ma non posso dire assolutamente nulla». Indiscrezioni porterebbero ad una relazione dei vigili del fuoco, ma la circostanza non viene nè confermata nè smentita.
ESPERTO DEL CNR Proseguono le indagini e l’altro giorno negli uffici della Procura di Lucera è stato conferito l’incarico ad un esperto del Cnr di Padova per compiere delle analisi chimico-fisiche sui reperti sequestrati nell’area sotto sequestro in località Kalena, dove è scoppiato il primo focolaio. L’obiettivo è di accertare la natura dei residui e l’eventuale presenza al loro interno di sostanze chimiche che hanno provocato e accelerato la combustione. Intanto, uno dei due indagati, il dipendente dell’Anas ribadisce la sua completa estraneità alle accuse contestate. L’avvocato Michele Sodrio, che con il collega Antonio Cota difende il dipendente dell’Anas, ha dichiarato di aver già avviato attività di indagini difensive individuando i testimoni, i quali confermano che l’indagato ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità appena saputo dell’inizio dell’incendio. «Stiamo raccogliendo le dichiarazioni – ha concluso Sodrio – e appena completata la raccolta di queste prove chiederemo alla Procura di essere interrogati e metteremo a disposizione dei magistrati tutto quello che abbiamo raccolto».
MEDAGLIA D’ORO Una medaglia d’oro al valor civile per il comune di Peschici, la cui cittadinanza si è distinta con generosità materiale e d’animo fronteggiando l’emergenza dell’incendio scoppiato il 24 luglio. È quanto propone il deputato di An Antonio Pepe in una interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio dei Ministri. «Encomiabile – scrive Pepe – è stata la popolazione locale che con generosità materiale e d’animo ha fronteggiato l’emergenza, mitigandone gli effetti dannosi, attingendo alle risorse proprie, dando sostegno agli oltre 4000 tra sfollati, turisti in fuga ed a quanti in questa grave situazione avevano perso beni ed averi». Ricordando l’importante lavoro dei pompieri, delle guardie forestali e dei volontari nello sforzo di contenere l’avanzata del fuoco il deputato di An ha chiesto al presidente Prodi «quali iniziative urgenti abbia il Governo in animo di assumere, oltre alla declamazione dello Stato di calamità naturale, al fine di rendere concreto e visibile l’impegno delle Istituzioni Nazionali in una terra che ha visto in pochi minuti andare in fiamme un lavoro decennale, una terra ed una popolazione che però hanno già dimostrato la volontà di volersi risollevare per riprendere il cammino dello sviluppo ». In particolare, Antonio Pepe ha chiesto se non si «ritenga di poter avviare la procedura per la concessione del riconoscimento delle alte onoreficienze al valor civile per il comune di Peschici, esempio di civico senso di solidarietà».
INTERVENTO DAMONE Damone denuncia, infine, che l’amministrazione provinciale di Foggia «avrebbe preferito investire delle risorse per l’acquisto di un sistema di avvistamento degli uccelli rapaci anzichè – spiega – in – vestire in un progetto del Miur di installazione satellitare che mai come in questo caso avrebbe potuto essere estremamente utile». Insomma reazioni a catena in quel balletto altrove di responsabilità sul rogo.
COMMISSIONE ANAS La commissione di indagine dell’Anas ha assolto il proprio capocantoniere indagato dalla procura di Lucera nell’ambito delle indagini sul rogo. «Per quanto di sua competenza – è detto in una nota dell’Anas – la commissione, sulla base dei riscontri oggettivi e delle testimonianze raccolte, ha valutato l’assolvimento da parte del capocantoniere dei suoi doveri d’ufficio e civici in relazione all’allertamento degli organi competenti. L’Anas attende fiduciosa l’esito dell’inchiesta della magistratura ».La procura di Lucera continua invece ad indagare sul capocantoniere Donato Totaro (il nome è rivelato dall’Anas), il cui nome è stato iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di incendio boschivo colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni multiple colpose. Tra gli indagati, come è noto, anche il proprietario del fondo dal quale è scoccata la scintilla dalla quale poi si è propagato il rogo che ha causato il disastro che ha distrutto parte del patrimonio ambientale peschiciano e provocato la morte di tre persone.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 02/08/2007

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