Il Gargano è in fiamme. Tornano i piromani. Distrutti 100 ettari di vegetazione. Il presidente del Parco: «Mezzi inadeguati e pochi uomini. Focolai dolosi»

Il Gargano brucia. Per tutta la notte scorsa (ma le fiamme si levano ancora oggi) vaste zone della fascia costiera del promontorio sono state percorse in un lungo e largo da incendi che hanno distrutto decine e decine di ettari di pineta, dando così corpo a quello che viene annunciato essere l’ennesimo disastro ambientale, ferite che resteranno aperte per decenni come testimonianza di una follia inspiegabile, ancor meno incomprensibile.
Una prima stima dei danni fa registrare oltre cento ettari di pineta, in territorio di Vieste, andati completamente distrutti. Squadre di vigili del fuoco del presidio di Vico del Gargano e di forestali, insieme a volontari e squadre del servizio regionale antincendio sono stati impegnati dalle prime ore della sera fino all’alba successiva per circoscrivere il cerchio di fuoco alimentato da un forte vento di libeccio che ha messo a dura prova tutto il personale.
Altri cinquanta ettari di pascolo sono andati in fumo in territorio di Monte Sant’Angelo, ma focolai ci sono stati un pò in tutta la fascia nord del Gargano.
Naturalmente, gli incendi sono di natura dolosa: una vera e propria strategia da parte di gente senza scrupoli che, oltre all’ingente danno all’ambiente, mette a rischio la vita di tanta gente. Dei piromani, purtroppo, nessuna traccia. Se a tutto questo aggiungiamo l’inadeguatezza dei mezzi messi a disposizione per far fronte ad un “disastro annunciato”, il quadro d’assieme è dei più preoccupanti.
Questa mattina il presidente dell’ente parco, Giandiego Gatta, incontra il comandante generale del corpo forestale, Cesare Patrone, per illustrargli la pesante situazione che si sta vivendo sul Gargano a cui non si può pensare di farvi fronte avendo a disposizione (e forse soltanto fra qualche giorno) un solo elicottero che dovrebbe essere impiegato, in caso di necessità, su un territorio provinciale molto esteso e con un’alta percentuale di aree boscate, oltretutto distanti tra di loro anche un centinaio di chilometri.
Inoltre, Gatta chiederà l’invio urgente di un elicottero modello NH500, ritenuto particolarmente versatile sul fronte antincendi. Non solo, mezzi aerei, ma anche il potenziamento delle unità operative, dal momento – spiega il presidente dell’ente parco, Giandiego Gatta – che a presidiare oggi un territorio dall’estensione pari ad oltre 120 mila ettari e fortemente antropizzato, quale è appunto l’area protetta, ci sono appena 25 unità operative del Cfs (su 38 uomini in totale agli ordini del comandante del Cta Federico Padovano).
”Sono fortemente preoccupato – aggiunge Gatta – per l’emergenza incendi e per la inadeguatezza delle risorse a disposizione, poiché ritengo che i mezzi a disposizione non siano assolutamente sufficienti per proteggere dal fuoco un territorio vasto come quello del Parco del Gargano”.
Il presidente Gatta, alla vigilia della stagione estiva, aveva già individuato nella pochezza dei mezzi a disposizione il tallone d’Achille del piano antincendi varato dal Cfs. Una convinzione che aveva portato Gatta a programmare l’incontro con Patrone nel corso di questo fine settimana. L’ondata di caldo e lo scoppio dei primi focolai hanno però fatto precipitare la situazione, per cui il presidente dell’ente parco ha ritenuto opportuno anticipare la data dell’incontro.

(tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, edizione del 27.06.07)

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