E Dalla incantò Marina piccola. Esibizione straordinaria del cantautore bolognese. Richieste dal pubblico di bissare una serie di canzoni. Spettatori dal mare.

Lucio Dalla 

VIESTE . Doveva essere una semplice “ospitata”, invece la partecipazione di Lucio Dalla alla serata di solidarietà a seguito dei disastrosi incendi estivi sul Gargano, si è trasformato in un vero e proprio evento. Lucio, sentendosi più che mai in casa propria, anche per il legame che lo lega a Vieste quale cittadino onorario, non s’è fatto pregare e, salito sul palco di Marina piccola, più affascinante del solito, si è lasciato andare ad una performance che ha coinvolto ed emozionato gli oltre seimila spettatori giunti da tutta la provincia ed oltre. Ha cantato per oltre un’ora, accompagnandosi con il pianoforte e duettando e scherzando con il pubblico che era lì ad attenderlo già dal pomeriggio. E lui, per ringraziare anche il pubblico che assisteva dal mare, ha voluto cominciare con quel brano che non proponeva da almeno vent’anni. Poi man mano, ricordando le sue origini e i suoi trascorsi tra Tremiti, Manfredonia e Peschici ha dato man forte alla inossidabile “4 marzo 1943” che ha voluto dedicare alla “pescatrice”, una signora di Peschici, titolare dell’omonima trattoria dove la mitica canzone è stata concepita, salita poi sul palco per un abbraccio amarcord con Lucio. Entusiasta più lui del pubblico, Dalla si è lasciato andare ad un momento di particolare emozione, accompagnando al piano il giovane Marco?. divenuto suo fedele collaboratore e autore di testi per il teatro e il cinema ai quali sta lavorando in questi ultimi tempi. Con Marco, recitante “L’Infinito” di Leopardi, Lucio ha voluto coinvolgere il pubblico lanciando il suo messaggio circa il tema della serata dedicata, com’è noto, alla testimonianza sul dopo incendi. Ha raccontato di aver fatto un giro in barca nel pomeriggio e di essersi reso conto di quanto accaduto. Ma Dalla non ha voluto drammatizzare più di tanto evidenziando che “ci sono stati e ci saranno eventi ancora più drammatici e in ogni caso il Gargano riuscirà a farcela ancora una volta. Ora – ha detto – è un può bruciacchiato, ma rimane splendido nel suo complesso per cui si riprenderà alla grande”.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 18/09/2007

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