Posts Tagged “stagione estiva”
Non partirà più da Rodi Garganico la terza edizione del raid riservato ai gommoni che attraversano il mare Adriatico, ma dal porto di Manfredonia. E le ragioni sembrano gravi, abbastanza gravi da risultare insanabili. Almeno per gli organizzatori. Divorzio all’italiana tra gli organizzatori e il porto di Rodi Garganico, che manca così il primo grande appuntamento della stagione estiva. La manifestzzione partirà da Manfredonia, e nel comunicato che segue eccone la spiegazione.
«Il ritardo con cui inviamo il materiale informativo è imputabile alla società che gestisce il porto turistico di Rodi Garganico – spiegano gli organizzatori della Adventure club – che già dallo scorso novembre ci ha sollecitato ad organizzare un evento importante presso la loro nuovissima struttura portuale, proponendosi come sponsor principale dell’evento. Gli accordi e i reciproci impegni legati alla organizzazione dell’evento, sono improvvisamente venuti meno il giorno della firma del contratto di sponsorizzazione, vanificando così, mesi di preparativi e di organizzazione. L’inaccettabile comportamento – aggiungono dall’Adventure club – ci ha costretti improvvisamente a ritornare allo schema organizzativo degli anni passati, con notevoli ritardi nell’ufficializzare programma e relative quote di adesione. L’assoluta mancanza di serietà e di professionalità, da parte della società Cidonio SpA di Roma (che gestisce il nuovo porto di Rodi, ndr) ha evidenziato una imprenditorialità approssimativa e colonizzatrice».
Questo quanto ha spinto la Adventure club a spostarsi su Manfredonia, da dove il raid partirà il 29 maggio alla volta della Croazia. Insomma la terza edizione della «Transadriatic raid boat» prenderà il largo da Manfredonia e Vieste (Italia) e giungerà a Lissa e Hvar (Croazia) Adventure Club Foggia). Un divorzio non certo indolore, ma comunque un divorzio che non interrotto in alcun modo i piani dell’Adventure club Foggia. Sia perché il numero delle imbarcazioni che dovrebbero prendere parte alla traversata è molto nutrito, sia perché lo spirito con cui le imbarcazioni si apprestano ad affrontare la Manfredonia – Croazia è molto più che avventuriero: davvero uno spirito molto partecipativo, con cui l’Adventure club Foggia vuol vincere l’ennesima sfida.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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La Croazia e le isole della Dalmazia nella prossima stagione estiva potranno essere raggiunte partendo dal porto turistico di Rodi Garganico. Sarà infatti attivo un servizio di collegamento due volte alla settimana. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale della cittadina garganica ha votato all’unanimità, senza distinzioni tra centrosinistra e centrodestra, la proposta del sindaco, Carmine D’Anelli di ampliare l’offerta affiancando ai collegamenti per le Isole Tremiti anche quelli con la Croazia. Sarà la società Ltm di Termoli a garantire i collegamenti in circa due ore e mezza con l’isola di Korcula, e l’isola di Kvar il martedì e il mercoledì. Sarà utilizzato un catamarano jet che potrà trasportare 400 passeggeri in ogni viaggio. L’obiettivo è intercettare i turisti mordi e fuggi, quelli che come accade per le Tremiti vanno e tornano in giornata; ma soprattutto fare di Rodi un punto di imbarco per chi trascorre una settimana o più di ferie in Croazia. Entrato in funzione il 25 luglio scorso, il porto turistico di Rodi Garganico è al momento nell’Adriatico il punto più vicino alla costa della Croazia.
Il progetto di attivare questo nuovo servizio di collegamento era stato preannunciato proprio durante la cerimonia di inaugurazione del porto cinque mesi fa. «Proseguiamo sulla strada intrapresa. Il nostro obiettivo non era solo quello di costruire un porto turistico ma di attivare una delle tante autostrade del mare», spiega il sindaco D’Anelli che ha voluto il coinvolgimento del Consiglio comunale nonostante non fosse necessario questo tipo di passaggio amministrativo. «Il porto è di Rodi e del Gargano. Su questo tipo di scelte che riguardano la comunità e il territorio non possono esserci divisioni», spiega D’Anelli.
Da luglio a settembre il porto turistico di Rodi ha visto 300 transiti, un risultato giudicato positivo dal Comune e dalla società di gestione per un punto d’approdo al suo esordio. «I collegamenti con la Croazia non nascono con l’obiettivo di consentire ai nostri turisti di poter trascorrere una giornata o 48 ore sull’altra sponda dell’Adriatico. Ma di creare un rapporto proficuo con la Dalmazia tra i loro operatori turistici e i nostri – aggiunge il primo cittadino – e perché no far conoscere anche i nostri prodotti. Come si faceva nel novecento con le arance degli agrumeti di Rodi e Vico». Quest’estate si faranno dunque le prove generali per verificare se il collegamento con le isole della Dalmazia funziona e quanto interesse c’è. Il Comune infatti non esclude che sia possibile pensare in futuro anche ad un collegamento settimanale nel corso di tutto l’inverno. «E’ presto per dirlo, ma dobbiamo lavorare anche guardando a questo tipo di prospettiva».
Antonella Caruso
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‘Quali attività ha svolto la Provincia di Foggia in relazione al Piano Regionale delle Coste? Quali osservazioni e quali proposte integrative farà pervenire alla Regione Puglia? Infine, quali iniziative intende avviare a favore di quelle attività turistico-balneari che dall’applicazione del PRC subiranno un danno economico?’: Sono questi gli interrogativi che Massimo Colia, consigliere provinciale IdV, pone al Presidente della Giunta e all’Assessore competente, con una sua nota, a risposta scritta, presentata lo scorso 29 settembre. “La stagione estiva sta ormai volgendo al termine ed è tempo di bilanci, che non vanno fatti però solo in termini di presenza turistica sulle nostre meravigliose spiagge del Gargano, ma anche in termini di impegno per noi politici nel salvaguardare allo stesso tempo e allo stesso modo il patrimonio naturalistico-ambientale dauno e l’attività economica turistico-balneare ad esso collegato”, riferisce il capogruppo IdV a Palazzo Dogana. “La mia interrogazione nasce dal fatto che, con il DGR n.1392 del 28 luglio 2009, la Regione Puglia ha adottato il Piano Regionale delle Coste; pertanto, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso sul B.U.R.P. la Provincia dovrebbe esprimersi in merito, valutandone i contenuti ed eventualmente presentando osservazioni alla luce di nuovi elementi conoscitivi. Il PRC è un importante strumento di monitoraggio e pianificazione di Area Vasta, che studia i circa mille chilometri di costa pugliese con particolare riferimento alla tutela della costa e ai fenomeni di erosione ad essa legati e che allo stesso tempo definisce le modalità attraverso cui conciliare la domanda turistica e la valorizzazione del nostro patrimonio con gli interessi economici che da essa si ricavano. Conciliazione quanto mai urgente e necessaria”, conclude Colia.
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Scritto da: Redazione in Attualità, tags: amministrazione comunale, Carmine d'Anelli, Carpino, danni, Gargano, Lido del Sole, mare, protezione civile, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, sindaco, stagione estiva, strade, Vico del Gargano
Evidentemente c’è un Gargano di serie A e uno di serie B. Ne è pienamente convinto il sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, alla luce del concorso di iniziative che, giustamente, vengono prese con notevole slancio in queste ore a causa delle pessime condizioni atmosferiche che, da giorni, stanno martellando il promontorio.
Questa volta e, purtroppo non è certamente la prima, c’è scappato anche il morto ad appesantire lo stato di sofferenza che stanno vivendo le popolazioni di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Rignano. Una partecipazione corale da parte delle istituzioni, dai Comuni alla Provincia e alla Regione, fino alle aule parlamentari.
«Nulla quaestio per noi – tiene a sottolineare D’Anelli – ciò che, però, ci crea un certo sconcerto è il fatto che meno di tre mesi fa i territori di Rodi Garganico e in parte di Vico del Gargano, per oltre quattro giorni furono letteralmente ridotti ad un acquitrino, fino al punto che il Prefetto di Foggia fu costretto a creare un’unità di crisi per far fronte ad una emergenza le cui proporzioni non erano, al momento, neppure valutabili, per la semplice ragione che, essendo tante e gravi non ci consentivano di renderci conto del disastro che dovevamo affrontare».
Interessanti chilometri di strade, letteralmente invase da veri e propri fiumi di fango che poi si riversavano nel mare. Due palazzine, ubicate tra la Baia Santa Barbara e Cava dei Templari, dichiarate inagibili a seguito del cedimento di una parte del muro di contenimento. Due famiglie di turisti che erano alloggiate in due dei trentasei appartamenti vennero sistemate, a spese dell’amministrazione comunale, in un centro turistico della zona. Una coppia di anziani, fratello e sorella, travolti da un’ondata di piena mentre con il loro trattore percorrevano una strada interpoderale nei pressi di Carpino, portati in salvo grazie al pronto intervento di una squadra dei vigili del fuoco. Quattro squadre dei vigili del fuoco provvidero all’evacuazione di trecento turisti a Lido del Sole. La statale 89 bloccata per alcuni giorni, come pure interrotto il collegamento ferroviario fino a Carpino.
Da Bari intervenne il responsabile della protezione civile pugliese, Giuseppe Tedeschi, collaboratore di Bertolaso, che, per ben dieci giorni seguì personalmente i lavori degli uomini impegnati a Lido del Sol e.
«Tutto questo a giugno scorso – ricorda D’Anelli – con la spada di Damocle sulla testa per via del pericolo, concreto, di una stagione estiva che poteva essere messa in crisi se non ci fossimo letteralmente rimboccate le maniche e posto mano a risorse finanziarie attingendo alle casse comunali. Non ci sono state presenze di amministratori regionali tantomeno interrogazioni parlamentari. Di promesse tante, di fondi che sarebbero stati stanziati in misura generosa, pure. A tutt’oggi, in verità, non abbiamo visto un solo centesimo, non solo, ma siamo ancora in attesa di incassare quanto promessoci a seguito dei danni subiti, sempre a causa del maltempo, a gennaio scorso e ad ottobre di due anni fa».
Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno
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L’allarme lo lanciò qualche mese fa il vice sindaco di Peschici, Domenico Afferrante, ponendo l’accento sui disservizi causati dall’Acquedotto pugliese per quanto riguarda l’erogazione dell’acqua nel centro garganico. Ma quel grido d’allarme evidentemente non ha sortito i risultati sperati, tant’è che oggi l’intera amministrazione comunale ha dovuto rivolgersi alla Procura della repubblica di Lucera per denunciare l’insopportabile situazione che l’intera comunità e i turisti sono costretti a subire, a causa delle continue interruzioni nell’erogazione dell’acqua nel centro abitato.
Il sindaco Domenico Vecera – insieme al suo vice, Domenico Afferrante e al presidente del consiglio comunale, Antonio Fasanella – si sono rivolti a magistrati, prefetto e presidente della Provincia per informarli che «in piena stagione turistica, nostra principale risorsa economica, la citta quotidianamente deve subire sospensioni di erogazione di acqua potabile che costringono noi amministratori ad inventarci di tutto. Non sappiamo più cosa dire con i cittadini e i turisti che scelgono di trascorrere le loro vacanze a Peschici».
Ma ciò che più fa andare su tutte le furie gli amministratori è il fatto di essere stati «sedotti e abbandonati». La «seduzione» consisterebbe nelle rassicuranti promesse puntualmente fatte durante i mesi invernali; l’abbandono è in quanto accade nel periodo estivo, quando le continue interruzioni del servizio creano disagi e proteste. «Anche quest’anno» lamentano gli amministratori peschiciani «abbiamo avuto rassicurazione da parte dei responsabili locali dell’Acquedotto pugliese, i quali durante l’inverno e fino a giugno avevano sospeso ripetutamente la erogazione di acqua nel centro abitato. Ci avevano detto che erano interruzioni necessarie per effettuare riparazioni che ci avrebbero consentito di trascorrere una serena e tranquilla stagione estiva, senza ulteriori black-out idrici, anche in ragioni delle abbondanti precipitazioni succedutesi fino a metà giugno. E invece – rimarca il sindaco – ci siamo resi conto che il sogno ancora una volta, si è rivelato tale».
A questo si aggiunge la beffa. Nonostante le insistenti sollecitazioni da parte degli amministrazioni ai responsabili del servizio per conoscere le ragioni di questi continui disservizi, le uniche risposte ricevute sono… il silenzio assoluto. Nessuno sa spiegare perchè a Peschici, e non solo, la situazione di inefficienza resti cristallizzata.
«Sembrerebbe a questo punto anche inutile dire e ricordare che tali avvenimenti rientrano nella norma, atteso che ogni anno da sempre, l’Acquedotto – lamentano gli amministratori – saggia il nostro grado di sopportazione». Per questo la preoccupazione è proiettata a quanto potrebbe succedere in pieno agosto, quando la presenza dei turisti sarà al top, se non viene posto immediato rimedio. «A questo – conclude il sindaco – non si vuole e non si deve arrivare».
In passato fu avanzata questa proposta dall’ammministrazione comunale all’Acquedotto pugliese: di dotare il territorio di un invaso per far fronte ai casi di forza maggiore, che poi sono pressochè all’ordine del giorno. Proposta che non si è concretizzata in nessuna iniziativa utile.
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