24 Luglio 2007: un giorno d’inferno sul Gargano (video)

Due morti accertati, migliaia di persone in fuga, centinaia intrappolate sulla spiaggia e tratte in salvo via mare, camping e villaggi turistici evacuati, trecento intossicati e numerosi feriti, proteste per il ritardo nei soccorsi. Questo il bilancio di una giornata apocalittica in Puglia, dove un enorme incendio ha devastato la località di vacanza di Peschici, in provincia di Foggia. A innescare il rogo sarebbe stato un focolaio in un uliveto: le fiamme si sono estese a un deposito di bombole di gas, che è esploso. Incendi anche nel resto d’Italia, in particolare al centro-sud, ma è in quest’area che si registra la massima emergenza. Allestita un’unità di crisi nella Prefettura di Foggia. “Un reato ambientale che coincide con un reato di strage”, ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha disposto l’intervento dell’esercito.

La tragedia. All’interno di un’automobile, lungo una strada nella zona di San Nicola, sono stati rinvenuti i cadaveri carbonizzati di due persone. Si tratterebbe di due ottantenni, fratello e sorella, Carmela Maria e Rocco Fasanella. Secondo notizie non confermate altre due persone avrebbero perso la vita su una spiaggia, probabilmente per asfissia. Sul numero delle vittime, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, non commenta e rimanda alla Prefettura di Foggia.

Il salvataggio. Il grosso delle operazioni di salvataggio dei turisti che si sono rifugiati sulle spiagge fra Peschici e Vieste – circa 4500 persone – è avvenuto con imbarcazioni della Guardia costiera, dei carabinieri, della Gdf, di barche passeggeri e di pescatori. Nuclei familiari o gruppi di amici sono stati separati: per facilitare il ricongiungimento è stato istituito il numero 0884.962802.

I feriti. Ci sono alcuni feriti tra le persone messe in salvo. Oltre 300 le persone medicate, molte delle quali intossicate dal fumo, o che hanno avuto crisi di panico. Una persona, ricoverata a Vico del Gargano, ha riportato ustioni di secondo grado alle gambe.

In campo le forze armate. In seguito alle disposizioni del ministro della Difesa, Arturo Parisi, sono impiegati nell’area mezzi da trasporto delle Forze armate ed elicotteri della Marina militare. Allertati i centri “Combat Search and Rescue” di ricerca e soccorso dell’Aeronautica, che dispongono di elicotteri HH-3F. Le Forze armate forniscono assistenza al volo, con rifornimenti a terra per gli aerei della Protezione civile e la possibilità di scalo tecnico presso l’aeroporto di Amendola.

I testimoni. “In un secondo è arrivato l’inferno. Abbiamo visto il fumo poi sono spuntate le lingue di fuoco che sono salite dal mare verso il paese”: così Maria Grazia Pastore, in vacanza al villaggio “Moresco” di Peschici. Era in spiaggia quando, verso le 11.30, hanno cominciato a diffondersi le fiamme: “Il vento rovente ha fatto propagare subito il rogo, siamo scappati, abbiamo incontrato gente che veniva dai dintorni, dicevano che la situazione era terribile”. “Il fuoco – racconta un uomo – l’ho visto all’improvviso, nel villaggio tutti gridavano e scappavano. Ho preso poche cose, la gente fuggiva in mutande, in costume, lasciavano le loro cose là”.

I ritardi dei soccorsi. Lasciati “in balia di noi stessi”, “soccorsi quando il peggio era passato”: alcuni turisti di Peschici protestano contro i ritardi nei soccorsi. Parla Nicola, ospite degli appartamenti “Serena”, nella baia di San Nicola. “Abbiamo visto il fumo venire dalla collina, era vicino ma ci hanno detto che non era niente di grave”. Le fiamme incalzavano, i turisti hanno chiamato i carabinieri ma “non sapevano nulla più di noi”, poi i vigili del fuoco, “qualcuno ci ha consigliato di prendere un mezzo e di uscire da quella strada, ma era impraticabile. Non abbiamo visto uno straccio di soccorsi, sono arrivati quando eravamo salvi, le fiamme erano basse e non c’era più pericolo. Quando è arrivato il primo gommone, pretendevano che fossimo noi a raggiungerli perché avevano paura che si bucasse, pensate un po’. Gli abbiamo urlato di avvicinarsi, quando sono arrivati ci abbiamo messo sopra le mamme e i bambini, un inferno”.

Treni bloccati. Gli incendi hanno compromesso la circolazione ferroviaria nella regione, in particolare quella di 11 treni a lunga percorrenza sulla linea Adriatica. In serata sono arrivati a Bari, con 5-6 ore di ritardo, treni provenienti dal Nord. Per un rogo tra Fasano e Ostuni, dopo le 18 è stato fermato nella stazione di Bari l’Eurostar 9353 da Roma: ripartirà non appena sarà riattivata la linea. Bloccato anche un treno in partenza da Lecce e diretto a Roma, i passeggeri sono stati condotti a destinazione con un pullman. A Foggia la linea ferroviaria, bloccata alle 12, è stata ripristinata alle 18.10: i passeggeri sono stati assistiti con acqua e viveri.

da Repubblica.it del 24/07/2007

11 commenti

  1. Gerardo Romano

    E chi se lo dimentica io c’ero

  2. Phyllis Kothe

    :( :O Centro Turistico San Nicola :O

  3. Alessandra Direse

    Mai lo dimenticherò!!!! Queste cose ti restano dentro!

  4. Angela Boulaich-Clough

    This film made me cry, I was not in Italy at that time, friends & family lost their cars & caravans. So terrible,

  5. Carmelo Libera

    C est vers chez moi quel tristesse de voir se beau paysage partir en fumée

  6. Patrizia Bonnin

    Spaventoso…..io e la mia famiglia eravano andati via da una settimana, siamo tornati l’anno dopo ed è stato uno shock vedere il disastro che era successo….. per una grande fortuna non ci sono stati più persone morte… se si conosce la zona si capisce subito che non c’era veramnte scampo

  7. Anna Aquino

    Mario Ruggiero ti ricordi?! Che vacanza spaventoso e che calore infernale.

  8. Luglio 2008: la Puglia sigla una convenzione con il corpo volontari antincendi boschivi del Piemonte,per 3 mesi,ogni settimana i volontari piemontesi su due turni hanno pattugliato insieme ai neo volontari pugliesi quasi tutta la costa del Gargano….ed è stato così per alcuni anni; poi non ci chiamarono più,arrivarono volontari dall’Emilia e dal Veneto….ma non erano preparati quanto noi.
    Da due anni a questa parte è la protezione civile nazionale ha richiamato i volontari piemontesi x affiancare alpini del Veneto e VAB Italia. La base aereonautica di jacotenente offrirà alloggio e sarà base operativa.
    Ho passato 3 estati a prestare servizio per 7gg…ricordo appena giunto di esser rimasto scioccato dal disastro; a distanza di un anno,ancora giacevano rottami di auto sulle spiagge…
    All’inizio la gente ci guardava con aria di diffidenza,non sapeva chi fossimo;poi con il passare dei giorni,cercavi di instaurare un rapporto..ci siam riusciti,alla fine han capito che c’era chi vegliava e poteva intervenire in caso di bisogno. Si è vista anche la voglia di rinascere,in 3anni vieste e Peschici eran quasi tornati al loro splendore…grazie x la bella esperienza passata!!!

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